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“Via la scritta Salvini Muori” lo sfogo del frontman della band Lo Stato Sociale

Questa scritta mi fa schifo. È davanti casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata". A scrivere su Instagram è Lodo Guenzi, frontman della band Lo Stato Sociale, il murales a cui si riferisce recita un secco "Salvini Muori". E' comparsa sotto la casa del cantante a Bologna e lui non ci sta. "Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare - continua sul social - Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto".

 

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Questa scritta mi fa schifo. È davanti a casa mia e ogni mattina spero di trovarla cancellata. Ci penso spesso al perché mi fa tanto incazzare. Al di là della miseria della frase, ricevere questo tipo di merda fa parte della vita di un uomo pubblico, in fondo se succede a me figuriamoci a lui. Eppure io questa scritta non la sopporto. Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate, le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli “spero che i negri ti stuprino troia” a carola rackete, i “bruciamo i rom”. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro. Perché frasi come queste sono merda fascista, e non fanno che costruire una società fascista. Non so quando abbiamo cominciato ad arrenderci a questo squallore, ma risponde alla merda con la merda farà sempre e solo vincere la merda. Chi parla male pensa male. Chi pensa male agisce male. Fra una settimana se è ancora lì la cancello io. Riprendiamoci le parole, lasciamo ad altri la merda. #bologna #casa #rocknroll

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Per Guenzi è il concetto di base ad essere sbagliato, il tono minaccioso e brutale dell’affermazione verso il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Dovremmo lasciare ad altri queste cazzate – scrive – le minacce di morte alle famiglie sinti a cui consegnano la casa popolare, gli ‘spero che i negri ti stuprino t***a’ a Carola Rackete, i ‘bruciamo i rom’. Lasciamo ad altri questo schifo e scegliamo l’intelligenza, il paradosso, l’ironia, il gioco, la poesia e la passione. Anche nello scontro, soprattutto nello scontro. Perché frasi come queste sono merda fascista, e non fanno che costruire una società fascista”.

Poi conclude invitando i fan che ne condividono il pensiero politico a “non arrendersi a questo squallore”. “Rispondere alla merda con la merda farà sempre e solo vincere la merda” chiosa. “Chi parla male pensa male – conclude citando Nanni Moretti – Chi pensa male agisce male. Fra una settimana se è ancora lì la cancello io. Riprendiamoci le parole, lasciamo ad altri la merda”.